Tina Saletnich


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Tina Saletnich Pittrice - Dicono di lei

Toni Bonavita (1983)


"Una pittura fatta di forme, ma soprattutto di colore. Tina Saletnich ha scoperto il suo modulo grafico, un vero suo personale linguaggio fatto di colori puri, di segni modulari ed armonici...".

Giuseppe Selvaggi (1990)


"Pittura saldamente semplice, eppure composta di muri dietro muri, luci sopra luci, significati dietro significati... Questa pittura ha in sè la capacità di trasferire la sua figurazione in sorpassi moderni, anzi rivolti al futuro...".

Luigi Tallarico (1991)


"...molecole cromatiche che tramutano le parti di un tutto magico, frenetico, gioioso, conferendo al complesso e rtilante cleidoscopio una unità di linguaggio e di visione...".

Celide Masini (1991)


"...un processo astrattivo che non dimentica mai completamente la razionalità e il mondo esterno come riferimento imprescindibile, pur negandone ogni convenzione strettamente naturalistica...".

Giuseppe D'Agata (1991)


"Alla Galleria Sant'Isaia la pittrice romana Tina Saletnich espone le sue opere attuali. Le inquietudini e le ambiguità dei sogni sembrano pervaderle, ma prevalente e distintiva è una incontenibile felicità formale e coloristica...".

Gaetano Pampallona (1992)


"Nella visione fiabesca e incantata delal Saletnich, la rappresentazione figurale traslittera in forme sospese tra tentazioni di tipo cubista in sorprendente scala cromatica e raffinatezza tecnica...".

Angela Noya Villa (1998)


"...un serrarsi di ritmi, di intersecate tarsie di colore, alla ricerca dell'amalgama tra intime motivazioni poetiche e caleidoscopiche campiture pittoriche...".

Renato Civello (2002)


"Una copiosa vendemmia di cromia e di esiti formali, una varietà incalzante di suggerimenti "nati dentro" a filo di indugio contemplativo, e tuttavia permeati di sottile edonismo nella successione epifanica del reale, impulsi e struttura, fughe nell'immaginario e filtro coordinante innervano la pittura di Tina Saletnich, e le danno in parallelo, anima e rigore linguistico"

Ada Donati (2000)


"Le geometrie esatte, i contorni precisi, le forme stagliate, l'abile de-costruzione e ricostruzione in moduli ben calcolati lasciano più spazio al sogno di quanto la vita possa mai concedere... I quadri di Tina sono una scacchiera magica per giochi metafisici.".

Stefania Severi (2006)


"Tina Saletnich è compositivamente legata alla visione futurista della scansione geometrica dei piani e nel rincorrersi dei quadrati che suggeriscono quasi un tempo sincopato. Tale modus operandi è tipico dell'artista che ne fa veicolo per una più approfondita conoscenza della forma e del colore"

Roberto Nicodemo


"Le sue opere fanno trasparire una consapevolezza compositiva affidata a soluzioni di raffinata armonizzazione cromatica, sempre allusive ad un paesaggio interiore che si disvela con equilibrio e sintesi.
Emerge una personalità sicura, capace di accogliere i riferimenti artistici del Novecento, ma anche in grado di saperli personalmente interpretare ed elaborare"

Luigi Tallarico


"L'astrattismo di Tina Saletnich, artista operante a Roma, non ha eliminato il rilievo oggettivo, ancora percepibile nella sua identità e collocazione nell'ambiente, ma ha mirato alla scomposizione ritmica dei piani, ottenendo una scansione simultanea delle singole parti delle forme. E questo perché la sintesi plastica, pur avvalendosi della dissociazione del colore dei neoimpressionisti e della squadratura delle strutture in termini cubisti, ha in effetti trovato- nel dinamismo plastico- la forma unica presagita dal futurista Boccioni.".

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